World Osteoporosis Day

Giovanni Furnò

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Giovanni Furnò, 68 anni, vive a Bollate in provinca di Milano. Per molti anni, precisamente dal 1985, ha sofferto di cefalea a grappolo, che è una forma rara e acutissima di cefalea e i cui attacchi si verificano regolarmente e con carattere periodico. Nel corso degli anni si è sottoposto a numerosi trattamenti, incluse le iniezioni di cortisone.

“Purtroppo, ho scoperto tardi che il cortisone sarebbe stato ciò che, molto probabilmente, mi ha causato la comparsa dell’osteoporosi” afferma Giovanni.

I trattamenti prolungati con questo genere di steroidi possono seriamente danneggiare la salute delle ossa, causando lo svilupparsi dell’osteoporosi e aumentando il rischio di fratture. Il risultato di questa cura per Giovanni è stato devastante. Tra il 2001 ed il 2002, era seduto a tavola quando, in seguito a un leggero colpo di tosse, ha accusato un dolore lancinante alla schiena. Giovanni si è dunque subito rivolto ad un medico per capire cosa avesse causato quella terribile sofferenza, e dopo vari esami e radiografie si è scoperto il cedimento di due vertebre. Il signor Furnò è stato dunque operato all’Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano affinché gli venissero ricostruite entrambe le vertebre, ed in seguito a questa operazione ha dovuto portare un corsetto di metallo per 45 giorni.

Non c’è dunque da stupirsi se, durante il periodo di guarigione, il cedimento di ulteriori tre vertebre ha colto di sorpresa sia Giovanni sia dottori che l’avevano operato.

Giovanni ricorda quei momenti: “Questo secondo cedimento è stato davvero molto pesante, non riuscivo neanche ad alzarmi dalla sedia. Tornato in ospedale anche i dottori si sono stupiti di quello che mi era successo. Prima di sottopormi al secondo intervento hanno quindi voluto accertarsi che queste fratture non fossero il sintomo di qualcosa di piu grave, e hanno proceduto ad un prelievo del midollo. I risultati delle analisi risultavano “puliti” ed è cosi che procedettero al secondo intervento per ricostruirmi le tre vertebre. Per quanto concerne il recupero post operazione non mi sono stati consigliati esercizi di fisioterapia particolari e nemmeno di assumere specifici medicinamenti per facilitare la guarigione.

©Gilberto Lontro/IOF

Le fratture delle vertebre possono essere debilitanti, e per molte persone in età lavorativa un elevato rischio di fratture si ripercuote sia sulla possibilità sia sulla capacità di lavorare. Proprio inerente questo tema, Giovanni si considera fortunato poiché le sue fratture non sono avvenute in giovane età. “Il mio lavoro era prettamente fisico, in quanto ero responsabile magazziniere dove gli operai devono sollevare oggetti e merci veramente pesanti. Fortunamente, quando i miei problemi fisici sono sopraggiunti, ero già vicino all’età pensionistica e ho potuto andare in pensione anticipata.”

Giovanni è stato anche fortunato nel trovare un istituto specializzato nella cura e nel trattamento dell’osteoporosi a Milano. Nel 2002 ha avuto il suo primo appuntamento con la dottoressa Maria Luisa Bianchi, riconosciuta internazionalmente come un’esperta nel campo dell’osteoporosi. Giovanni è stato poi sottoposto ad un trattamento specifico per curare l’osteoporosi ed è stato continuamente monitorato attraverso ad appositi esami tra cui MOC, esami del sangue e dell’urina.

Gia dopo sei mesi dall’inizio del trattamento si sono visti i primi miglioramenti, che continuano ad oggi. Infatti, la salute delle ossa del signor Furnò è migliorata a tal punto che ora riesce a fare quasi tutte le attività che svolgeva prima di soffrire delle fratture vetebrali, ovviamente adottando le necessarie precauzioni e facendo attenzione ai movimenti soprattutto quando si trova ad over fare dei sollevamenti.

©Gilberto Lontro/IOF

Oggigiorno, dopo 13 anni di trattmenti, Giovanni è sottoposto ad una sola flebo all’anno e non ha più sofferto di particolari problemi fisici durante lo svolgimento di qualsiasi attività fisica. L’unica cosa che nota è che, quando si alza dopo essere stato seduto per diverse ore, ha bisogno di qualche attimo per stabilizzarsi sulle gambe. “Chi si scotta con l’acqua calda ha paura dell’acqua calda, e così anche io: il secondo cedimento delle vetrebre è infatti sopraggiunto alzandomi senza usare le mani come sostegno ed appoggio, ed è per questo che adesso faccio molta più attenzione ogni volta che da seduto voglio alzarmi in piedi” afferma.

“Oggi come oggi vivo bene, vivo come prima che mi venisse diagnosticata l’osteoporosi. Non seguo una dieta particolare, anche se mi hanno consigliato di consumare più latticini, come latte e formaggio”.

Giovanni consiglia ai giovani di prendersi cura della loro salute e di prestare particolare attenzione a tutti i medicinali che assumono perché possono avere conseguenze ed effetti collaterali dannosi per la salute.

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